La gara di ginnastica

MATTEO e la ginnastica

Ormai è arrivato febbraio, prima o poi tornerà il momento di correre. Adesso però non mi sento ancora pronta, c’è ancora neve, posso ancora scivolare, scoprire nuove sensazioni e trarre nuovi insegnamenti dallo sci di fondo.

Però c’è qualcuno per cui il momento di entrare in gioco, di buttarsi nell’arena, è già arrivato.

Matteo, 9 anni appena compiuti, sta lavorando per diventare un ginnasta. 4 giorni di allenamento, uno sport duro, esigente, severo.

Il 16 febbraio c’è stata la sua prima vera gara, in una palestra vera, con avversari veri. Ho tenuto molto a esserci, volevo vedere dove gli allenamenti e i miei consigli lo avevano portato.

La gara era a squadre, una buona formula, in cui i ginnastini condividono il fardello e alla fine il risultato deriva dalla somma dei punteggi di tutti.

Non mi dilungo: l’ingresso in palestra è stato intenso, tutti quei bambini intimiditi ma concentrati sono stati un’immagine davvero positiva.

La “nostra” squadra, tecnicamente non aveva ambizioni diverse dal fare esperienza, in altri sport avrei potuto quindi tranquillamente aspettarmi il casino tipico che fanno i bambini a cui interessa relativamente quello che stanno facendo.

E invece no. Quei bambini hanno dato a tutti una grande lezione.

Hanno affrontato tutti gli attrezzi senza mai distrarsi, senza mai mostrare nemmeno l’accenno di un comportamento “infantile”. Hanno fatto del loro meglio.

Più passava il tempo più ero orgogliosa di quello che stavo vedendo, sinceramente non mi aspettavo tutta questa maturità. Più passavano gli attrezzi, più mi rendevo conto che la loro medaglia l’avevano già in tasca.

Il risultato finale è stato l’ultimo posto in classifica. Questo è quello che c’è scritto sul foglio.

La verità è che quei bambini sono stati immensi. Portavano esercizi composti da elementi semplici e che pertanto non possono fruttare punteggi molto elevati, e ne erano consapevoli. Ma la dignità che ho visto in quella palestra è qualcosa che ricorderò per sempre.

In macchina ho spiegato a Matteo che mi sentivo fiera di lui come se avesse vinto, che la posizione in classifica riflette soltanto la loro inesperienza e la loro età, visto che nella categoria gareggiavano bambini dagli 8 ai 12 anni.

C’è un tempo per ogni cosa, lo ripeto sempre. Ora per loro è il tempo di gettare le fondamenta, considerando la pazienza e il lavoro duro come un elemento cruciale al pari del lavoro fisico.

Assistere a questa gara è stato importante per me, in un momento in cui una nuova stagione deve incominciare e rimettersi in gioco non è facile. La dignità dei ginnastini mi ha ricordato che l’importante è sempre e solo riuscire a fare del proprio meglio: è un concetto semplice ma altrettanto facile da dimenticare. Vorrei riuscire ad affrontare ogni prova tirando fuori il massimo, a prescindere da cosa questo possa comportare. A volte il massimo può essere vincere, altre soltanto interpretare il terreno nel migliore dei modi possibili per quel giorno, per quella situazione.

Inaspettatamente, la stagione passata mi ha portato a essere “vista”, e “ascoltata” più di quanto avrei mai creduto possibile, e quello che mi piacerebbe riuscire a fare quest’anno è cercare di rimanere un esempio per tutti quelli che in me hanno visto qualcosa. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno seguito la mia storia su questo blog, sapere che le mie avventure interessano a qualcuno e a volte riescono ed essere fonte d’ispirazione è una cosa tanto importante quanto ancora stupefacente.

Credo che la mia non sarà una stagione facile, credo che ripetere un anno magico come il 2012 sarà complicato ma questa è la vita, l’unica cosa che vorrei è riuscire a imparare il più possibile da ogni situazione in cui verrò a trovarmi per uscirne comunque più forte come persona.

Poi, quello che dovrà succedere, succederà.

Intanto, quei bambini di cui ho raccontato, non sono dei ginnastini.

Sono dei GINNASTI.

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2 thoughts on “La gara di ginnastica

  1. Luciano aprile 4, 2013 / 6:59 pm

    Emozionante quello che scrivi, di solito leggo in silenzio, oggi non potevo non ringraziarti!!!!!
    Belle cose!!!

  2. carmela aprile 6, 2013 / 7:48 pm

    Bellissimo. Avere dei figli a cui poter trasmettere anche il semplice valore del gesto fisico alla loro età non è facile. É proprio insegnare qualcosa come genitori e come educatori non é affatto facile. Ma dalla nostra abbiamo lo sport e cidiventa quasi naturale entrare in sintonia con loro. Ti auguro una buona stagione, che sia soprattutto fatta di belle emozioni da riempire il cuore dei tanti tuoi tifosi.

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