UTMB…

WAITING FOR….UTMB


Devo spiegare il mio modo di misurare il tempo.

Quando, nel ’99 mi sono rotta l’astragalo in dicembre e avevo i campionati italiani assoluti di snowboard in febbraio, mi hanno dato un mese di stop completo. Allora io, per non andare fuori di testa volevo una misura tangibile del trascorrere dei giorni. Così ho preso un cesto pieno di mele e ne ho mangiata solo una al giorno. La diminuzione del mucchio era la mia clessidra.
Sono passati un po’ di anni e di situazioni. Eppure una sera di queste ultime settimane mi sono accorta che stavo facendo lo stesso lavoro con le pillole di vitamine: l’ultima settimana…ogni pillola mi avvicinava al grande giorno.
L’intervista per Gazzetta Matin mi ha messa davanti al fatto che ormai c’ero dentro, il gioco era partito. Mi hanno chiesto il mio pronostico, il primo momento difficile. Sono stata onesta, stavo alla grande, mi sarebbe piaciuto il podio. Ma ok anche per le prime 5.
Il problema di queste dichiarazioni però, sta nel fatto che a me piace mantenere ciò che dico, e adesso l’avevo detto forte. Adesso dovevo riuscirci.
Ricordo nitidamente la mattina di giovedì, quando, raccolte le cose da portare a chamonix sono uscita di casa dicendo ok, ormai ci siamo. Pensavo più o meno cose tipo che quella era l’ultima volta che vedevo la casa.
La casa l’ho rivista la sera,  il venerdì però è arrivato, e da quel momento si faceva sul serio.
Parte la CCC, intensa e commovente come al solito, con gl’inni e tutto il resto. L’anno scorso ero lì sul palco a fare in bocca al lupo ai concorrenti dopo il grandioso risultato alla TDS. Adesso dovevo aspettare. Li ho invidiati tutti, pensavo “adesso loro se la levano sta cosa e sono a posto, quando saranno oltre la metà io invece dovrò ancora partire”. Altra intervista, ripeto il pronostico ma mi accorgo che le mia fiducia è inversamente proporzionale all’avvicinarsi dello start. Andiamo bene.
Ore 11.35 si parte per Chamonix. La macchina: Renato, Luca, io. E un mucchio di bagagli, non si vede fuori. Almeno in questo mi sento come alla LUT.
Arrivati a quello che poi chiameremo il “bivacco” scopriamo che manca la luce e quindi non si può scaldare il pranzetto. Mancano anche le posate. Ma noi siamo alla mano, Luca mangia con il coltellino svizzero, io mangio con l’unica forchetta della casa. Renato non ha il problema perché è in riunione essendo direttore di corsa.
Torna con il profilo della nuova gara, mi rendo conto che non riesco a valutarlo, non ci sono più con il cervello, sembra scorrevolissimo, le americane e Lizzy mi faranno a pezzi. Sono spacciata.
Renato compone lo zaino con la precisione di sempre, io prendo stilnox con i risultati di sempre. Nulli. Un dormiveglia mi accompagna fino alle 5.30, ora della merenda, che io interpreto più o meno come l’ultima cena.
Ore 6: si lascia il bivacco.

UTMB

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One thought on “UTMB…

  1. Luca settembre 6, 2012 / 7:52 pm

    Brava Francesca, oltre a correre forte sai anche scrivere bene. In bocca al lupo per il TOR.

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