Io – Lizzy e il Gypaete

Cosa farei senza Luana e le sue idee?? Come spesso accade, anche il trail du Gypaete è stato un’idea di Luana. Scelto perché vicino, bello severo coi suoi 4000D+ e in Francia, come ultimamente piace a noi. E poi sorpresa, guardo sul sito per farmi un’idea della faccenda e salta fuori che alla gara ci saranno anche Kilian, Gabioud e…Lizzy.
Come rassicurante segno dei progressi fatti dal mio cervello negli ultimi tempi, il mio primo e unico pensiero è stato “benissimo, andiamo a vedere a quanto riesco a starle”.
Probabilmente fino a pochissimo tempo fa avrei temuto il disastro: questa volta no, questa volta ero pronta ad andare a vedere.
La mia idea di base era restarle a non più di un’ora (quella di Renato era di stare con lei punto), diciamo per conservare un minimo di ottimismo, il piano era provare a seguirla dall’inizio per vedere come fa, come si muove, come si gestisce.
Danno il via e io l’ho già persa di vista perché diversamente dal solito mi sono fatta prendere alla sprovvista ed ero ancora indietro a chiacchierare con Renato, Luana, Paola e Alberto. Così la partenza prende già una brutta piega e mi accorgo subito che se cerco di raggiungerla mi metto in surregime: cambio di programma. Ora la cosa da fare è rimettermi sui miei ritmi, quel che deve succedere succederà, l’importante è fare il meglio possibile, quindi senza più errori così idioti. Con il mio ritmo mi sento veramente bene, e penso che tanto in realtà per non vederla basta un ritardo anche solo di qualche minuto, e poi inoltre ormai la mia lentezza a carburare è nota a tutti.
Continuo così, riesco persino ad apprezzare il percorso, che è davvero bello. Appena prima del ristoro del 30°km un tipo mi dice che il distacco non è molto, intorno ai 15 minuti dice. Mi sembra già eccezionale, incredibile forse è più corretto. Al ristoro dimentico già di caricare la seconda bottiglia, per fortuna che c’è Claudia che me la riempie. Claudia è un’altra di quelle persone a suo modo cruciale nella mia carriera, mi salvò dalla crisi al mio primo Gran Trail e non lo dimenticherò mai.
Il caldo è devastante, inizio a caricare neve ai nevai per rimpinguare le bottiglie, comunque continuo a sentirmi bene. Molto bene direi.
Al ristoro del 47° mi dicono che Lizzy è a 5 minuti. Impossibile, si sbagliano.
Però un tipo appena dopo mi dice “putain c’est chaud aujourd’hui chez les femmes!” e allora forse….Inizia una salita, ma non guardo quanto è lunga, salgo e basta. Arriva nell’ipod la canzone Strong Enough di Cher, quella che alle Porte di Pietra l’anno scorso ha accompagnato la mia rimonta finale. Alzo gli occhi e ce l’ho a pochi metri.
Non so che fare, penso che se mi vede accelererà e sarò spacciata, ma mica posso nascondermi dietro un cespuglio, quindi vado avanti e in pochi minuti siamo insieme. Le ho chiesto se stava bene, se era tutto ok, poi iniziamo la discesa e realizzo il mio desiderio: stare sulle sue tracce, mettere i piedi dove li mette lei, imparare a scendere bene. Ed è facile in effetti, siamo ancora insieme, il passo è lo stesso e non è dissimile dal mio, voglio dire, l’ampiezza della falcata è come la mia, il passo sembra abbastanza sincronizzato.
L’unica cosa che vorrei fare ora è chiamare qualcuno, vorrei poterlo raccontare a Renato che ci credeva così tanto che sarebbe successo, ma il suo tel non prende. Vorrei chiamare Alessandra ma non ho il numero. Vorrei chiamarli per raccontare questa cosa pazzesca finchè è vera, perché dubito che resterà vera ancora a lungo. Ma finchè lo è…è fantastico.
Uscite da un prato ripidissimo chiacchieriamo un po’, lei mi racconta del problema alla schiena, io le dico che per me è un onore essere lì con lei e che non voglio passare, è già tutto così incredibile. Però dopo il ristoro la cosa si complica perché sento di avere un passo diverso ora che si sale, e non so che fare. Lasciarla mi dispiace ma adattarmi al passo diverso è difficile. Ripenso alle parole di Renato alla partenza, “stai con lei ma se vedi che ne hai VAI”. Vado!
Tanto prima o poi mi riprenderà, immagino.
Non mi ha presa.
Arrivo sul traguardo spiazzando un po’ tutti. Lizzy arriverà dopo circa 20 minuti. Non sono andata da lei perché mi sentivo un po’ in colpa per averla lasciata, sono parecchio spiazzata pure io in effetti.
Durante il massaggio arriva quello con la telecamera, altra intervista, tutti curiosi di me e della prestazione inattesa.
Cosa penso io? Penso che per quanto mi riguarda ho fatto tutto bene, mi sono gestita bene e senza pasticci. Lei forse non era al top e quindi non posso basarmi sul distacco che abbiamo. Aiutano le posizioni assolute io 5 e lei 7 per corroborare l’idea di una prestazione comunque consistente. Aiutano gli articoli in cui parlano di NOI come delle 2 Campionesse.
Aiuta il fatto che la foto che abbiamo insieme l’abbiamo perché lei è venuta da me per salutarmi e congratularsi e quando io le ho detto “la campionessa sei tu” lei mi ha risposto “tu hai fatto una grande gara”.
Anche Kilian e Jules-Henry dicono così…
Sono molto felice, è stata un’esperienza molto intensa, mentre andavo avevo a tratti la pelle d’oca.
Un rammarico? Il telefono che non prendeva, avrei voluto sopra ogni cosa poter far vivere in diretta a Renato i km insieme a Lizzy e l’intervista dell’arrivo.

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2 thoughts on “Io – Lizzy e il Gypaete

  1. jules giugno 6, 2012 / 7:36 am

    Molto forte! Bravi Francesca!

  2. edoardo sirchia giugno 6, 2012 / 1:41 pm

    Una continua fonte di ispirazione.
    Grande Francesca!

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