MARATONA ALPINA VAL DELLA TORRE – la fiaccola olimpica

VALDELLATORRE E LA FIACCOLA OLIMPICA
Non posso dire di essermi presentata convinta sotto lo striscione di partenza della Maratona Alpina di Valdellatorre, 42k con 2600D+. Nell’edizione dell’anno scorso ci ho lasciato i legamenti della caviglia sinistra, nella variante più lunga chiamata Punt del Diau ci ho lasciato quelli della destra girovagando in più senza meta per un tempo infinito. Insomma, come premesse non erano buone.
Ma via, vanno Luana e Loris, potrò pur tentare di esorcizzare la cosa. E allora partiamo.
Fin dalle prime battute mi trovo accanto una ragazza, tiene un passo del demonio. Penso che restare con lei possa essere una buona idea, e dopo un pò ci troviamo a chiacchierare. Si delinea subito un’atleta di grande spessore, dalle cose che racconta. L’ammiro molto. ALMA.
A un certo punto mi esce spontaneo chiederle se è proprio necessario andare così forte, in fondo siamo davanti, lei sulla mezza e io sulla lunga. Risponde che vuole comunque mettersi in gioco, impegnarsi a fondo. La mia ammirazione cresce, io che tengo sempre un margine sento che ha ragione lei, è giusto così. “Chi rende onore a sè stesso rende onore a tutti”, il mio mantra che talvolta dimentico e che Alma mi sta dimostrando.
Arriviamo insieme al traguardo della mezza, dobbiamo salutarci, e devo dire che continuare da sola un pò mi dispiace. Passo ottava assoluta al colle del Lys, mi sembra una buona cosa, sono contenta, in più il tempo passato con lei è volato.
Ma ecco che come al solito mi distraggo, tiro dritto a un bivio. Signore ti prego fà che veda un segno. Nessun segno. Ancora avanti, sempre nessun segno. Mer.a!! Il primo impulso è chiamare Renato, poi la logica mi porta a considerare che difficilmente da Courmayeur potrebbe darmi una soluzione diversa dal tornare indietro e ricercare i dannati segni. Chiamo quelli dell’organizzazione, qualcuno dovevo chiamare tanta era l’angoscia, ma la soluzione resta sempre e soltanto una. Alla fine torno, trovo il bivio, si riparte. Ormai non so più quanta gente sia passata, quante posizioni posso aver perso, l’unica cosa che so è che andrò fino in fondo, andrò a vedere e cercherò di recuperare il più possibile. Voglio arrivare in fondo, con tutti i pezzi attaccati, facendo del mio meglio, rendendo onore a me stessa come mi ha ricordato Alma.
Alla fine è andata, arrivo al 16° posto assoluto, non col tempo che mi sarebbe piaciuto, comunque prima. Ma soprattutto senza arrendermi. Sono contenta.
Alla premiazione ricevo un trofeo insolito, inaspettatamente mi consegnano la FIACCOLA OLIMPICA.
Dopo tanto tempo, dopo almeno due olimpiadi (Nagano e Salt Lake) a cui sarebbe stato giusto che andassi con la tavola e che invece con una certa sofferenza ho dovuto guardare da casa, arriva da me questa fiaccola. E devo dire che ha portato un senso di pace nei miei pensieri, ha chiuso un cerchio, ora forse potrò smettere di pensare a ciò che poteva essere e invece non è stato. Ora è arrivato il tempo di far succedere quello che può ancora succedere. Non so dove mi porterà la corsa, so che nessuno m’impedirà di esprimere il mio meglio.
Se posso finalmente avere questo stato d’animo lo devo a chi con la sua presenza e sostegno mi sta permettendo di seguire il mio sogno. Grazie. E grazie a tutti quelli che incrociati sulla mia strada anche solo per un istante mi hanno insegnato qualcosa.

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One thought on “MARATONA ALPINA VAL DELLA TORRE – la fiaccola olimpica

  1. alberto aprile 25, 2012 / 7:40 pm

    Bravissima come al solito……..!!!!

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